ACCERCHIATI INCANTI

Gli accerchiati incanti sono per il poeta Andrea Zanzotto quelle pozze d’acqua che si incontrano passeggiando nei palù ma anche quei cerchi che si formano nell’acqua quando cade una foglia o un’infiorescenza o simili.

Nel mio progetto quei momenti di incanto diventano il tentativo di fusione con la natura. La stessa natura nella quale il poeta si sentiva abbracciato, confortato, avvolto.

Oltre l’orizzonte, oltre il limite, oltre il terreno….penetrare la superficie di materia, luce, fotografia…trasparire. Migrare in altra dimensione.

Fili d’erba germinano dalla pelle, bucano gli occhi, parlano dalle orecchie. 

La terra divora, mastica, fagocita…la pelle diviene acqua,

i capelli sterpi intricati,

la bocca anfratto per radici.

Essere filo d’erba tra fili d’erba.(FDT)

 

Il cerchio come simbolo della terra, della femminilità, della maternità ma anche visione circolare propria dell’occhio umano.

Non ci sono limiti, spigoli, orizzonti che dilatano, ma un cerchio che gira su se stesso che impone una visione penetrante che vuole oltrepassare la superficie. 

Il progetto Accerchiati incantinasce nel 2010 e si sviluppa in seguito ampliandosi: la necessità di rimarcare l’essere parte della natura e di questo mondo si fa ancora più intensa, mostrando come la natura prenda il sopravvento su pareti, muri, piastrelle inglobando tutto senza distinzione.